SOS RICOSTRUZIONE.

SE VUOI AIUTARCI A RICOSTRUIRE LA PARROCCHIA QUESTO E' IL CODICE IBAN DEL C/C INTESTATO A "PARROCCHIA SAN MARCIANO" PRESSO LA BANCA POPOLARE DELL'EMILIA ROMAGNA ag. di città n.10



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martedì 30 giugno 2009

Cari amici ieri sono tornato a visitare la nostra parrocchia e la casa canonica e purtroppo non riesco a darvi buone notizie. La situazione è peggiorata, anche se sono visibili tutti gli sforzi dei vigili del fuoco per cercare di salvare il salvabile. Non mi vergogno di dirvi che non ho trattenuto le lacrime, bisognerebbe abdicare al proprio cuore per non piangere. Mi sono ripetuto una frase di Manzoni, e questa per ora lascio a voi: Il Signore non turba mai la gioia dei suoi figli se non per prepararne loro una più certa e più grande.

domenica 14 giugno 2009

Agli amici di Tuglie che oggi "pedalano per chi non può" un grosso in bocca al lupo, divertitevi, non stancatevi troppo e grazie per quello che state facendo per noi.
Agli amici del pellegrinaggio Macerata-Loreto ,che saranno ormai in vista della Santa Casa dopo il cammino durato tutta la notte, grazie per la vostra preghiera. Maria, che ha donato la sua casa al nostro popolo, aiuti tutti noi nella ricostruzione delle nostre case affinchè la nostra vita diventi dono per tutti.
Ed infine auguri ai piccoli che oggi faranno la loro prima comunione, il Signore faccia sentire la sua presenza oggi e per il resto della vita.

martedì 9 giugno 2009



Doveva essere questa la grande settimana di preparazione immediata dei piccoli alla Prima Comunione. I bambini sono il nostro futuro, per questo hanno il diritto di avere il massimo della nostra attenzione, non possiamo essere avari con loro perchè solo investendo su di essi possiamo sperare in un futuro migliore. Saranno loro i nuovi costruttori della città, saranno i loro figli a godere di nuovo della tramontana fredda del corso, dalle finestre delle loro ristrutturate case godranno della visione del Gran Sasso e dell'altipiano delle Rocche.

Già da tempo, grazie alla disponibilità delle suore Zelatrici del Sacro Cuore e di Alfredo, erano iniziate le prove di canto, un po' stonati ma solo per la timidezza di tirar fuori la voce. Ezio aveva preso con meticolosa precisione le misure di ogni singolo bambino, affinchè l'unico saio bianco fosse della misura giusta. Anna Rita viveva già l'ansia per la celebrazione ed io a ripetere a tutti Coraggio.

Poi all'improvviso tutto è saltato nel senso più vero della parola ma grazie a Dio, non è saltata la voglia di continuare, nonostante tutto. Ed eccoci ora, a pochi giorni dal 14 giugno. Tutti avremo il nostro saio grazie alla generosità di ditte specializzate, avremo dei canti anche se forse non saranno quelli preparati da noi, avremo intorno a noi tante persone a condividere questo momento di festa, ma permettetemi avremo soprattutto loro, i nostri bambini. Tutti salvi grazie al cielo, tutti belli come sempre e speriamo sorridenti. Dopo più di due mesi ci rivedremo di nuovo tutti insieme forse qualche lacrima righerà i nostri volti, ma stavolta saranno lacrime di gioia. Ci siamo, ci siamo tutti, tutti intorno all'unica mensa invitati dal più grande dei padroni di casa. Aiutiamoci a non dare mai per scontato tutto. Aiutiamoci a conservare nella memoria lo sguardo che avremo quando ci saremo rivisti è questa la miglior garanzia di rapporti sereni anche per il nostro futuro. Ed un giorno, speriamo non tanto lontano, speriamo di risentire la voce della nostra campana per correre sereni nei vicoli stretti del centro verso la grande chiesa parrocchiale perchè la prima comunione non diventi anche l'ultima.

lunedì 8 giugno 2009


Carissimi amici a proposito di iniziative di solidarietà vi segnalo la manifestazione che si terrà nel mio comune di nascita (Tuglie in provincia di Lecce) domenica 14 giugno, a favore delle popolazioni dell'Abruzzo. La segnalazione ha un valore di ringraziamento verso tutti coloro che stanno mettendo in atto quella che Giovanni Paolo II definiva la "fantasia della carità" .

domenica 7 giugno 2009


Mi ha fatto riflettere molto l'odierna festa della Trinità. Di solito si percepisce lo sforzo da parte di tutti di capire o di tentare di spiegare una realtà così diversa dal nostro mondo e modo di ragionare. Il vangelo dell'odierna liturgia ci aiuta ad entrare in questo Mistero. Anzitutto è Gesù stesso a rivelarci l'essenza stessa di Dio, senza la sua rivelazione l'uomo non sarebbe mai arrivato a percepire Dio come Trinità, cioè come comunione di persone, come condivisione che crea uno spazio nel quale legge suprema è l'amore. Ecco allora che la Trinità non è più Mistero da capire ma una realtà da vivere. Quanto più viviamo in un ambito in cui unica legge è l'amore, tanto più partecipiamo dell'esperienza trinitaria. Ma tutto questo cosa c'entra con noi eredi del terremoto, che ci ha privato di ogni punto di riferimento? Abbiamo perso luoghi e persone, spazi e tempi e la chiesa perde tempo a parlare della Trinità, lontana anni luce dalla nostra solitudine, questa si infinita. Parlare di comunione perfetta ed eterna a chi sperimenta finitudine e solitudine può apparire se non sadico almeno di cattivo gusto. Eppure proprio l'esperienza del non luogo, il non avere più una casa e dei volti, ci fa capire l'urgenza di una dimora stabile, non soggetta alla vulnerabilità della natura. Ogni icona della Trinità ha come uno spazio aperto verso lo sguardo dell'uomo. Quello spazio diventa il tallone d'achille di Dio, il punto debole attraverso il quale si può entrare in quel luogo di comunione e d'amore che rimane per sempre, anche al di là e dopo la morte. La Trinità è quella casa di cui quella umana non è che la sfuocata fotocopia. E se sentiamo la nostalgia per quella casa umana che ci accoglieva, proteggeva, nascondeva è soltanto perchè veniamo da una casa divina nella quale è possibile dare del tu a Dio e addirittura chiamarlo papà... e verso quella ognuno di noi è in cammino. Che la paura della notte diventi sempre più attesa dell'alba. Che la nostalgia della casa ci faccia guardare in faccia quella Casa nella quale vivremo circondati dall'Amore per sempre.

GRAZIE AGLI AMICI DI MASSA PER LA LORO SOLIDARIETA'




La prima pietra di questa parrocchia virtuale è quella con su scritto GRAZIE. Grazie e tutti coloro che in questi due mesi dal terremoto hanno espresso la loro vicinanza e partecipazione con tutti i mezzi a disposizione. Grazie alle associazioni culturali e sportive, alle parrocchie, agli oratori, ai privati. Della goccia di tutti abbiamo bisogno per costruire il nostro futuro. Il Signore vi ricompensi come solo lui può e sa fare.





Carissimi amici

ecco finalmente un luogo, seppur virtuale, per tentare di rimettere su la nostra parrocchia nel suo aspetto più profondo cioè il rapporto tra le persone, la condivisione degli sguardi, dei sentimenti, delle attese e delle speranze, così come delle tristezze e le incertezze circa il nostro futuro. Insieme, di nuovo in comunione, tutto sarà più semplice. Speriamo sia questo l'inizio di nuovi rapporti anche con chi, pur lontano dall'Aquila, sente la commozione del cuore e quindi la prossimità ad ognuno di noi. Iniziamo condividendo l'immagine della nostra splendida chiesa parrocchiale così come si presentava a noi nell'assolata Domenica delle Palme e la stessa nell'immagine della desolata mattina del 6 aprile, inizio della settimana santa. Sta a noi adesso farla risorgere bella, ad immagine della bellezza che ci abita dentro e che, nonostante tutto chiede di uscire.